Pensioni, dal 2026 torna la legge Fornero "piena"
Con la manovra 2026 il sistema delle pensioni anticipate cambia impostazione e diventa più selettivo.
Scompaiono le formule di uscita anticipata più “generaliste”, come Quota 103, e quelle mirate a una platea specifica come Opzione Donna (fatti salvi i diritti già maturati entro il 2025). Al loro posto resta una flessibilità molto più mirata, concentrata quasi esclusivamente su Ape sociale e Quota 41 per lavoratori precoci.
L’Ape sociale viene confermata anche per il 2026 senza modifiche sostanziali. Non è una pensione vera e propria, ma un’indennità ponte che accompagna fino alla pensione di vecchiaia. È riservata a chi si trova in condizioni di particolare difficoltà: disoccupati o licenziati, caregiver, persone con invalidità pari almeno al 74% e addetti a lavori gravosi. I requisiti sono 63 anni e 5 mesi di età e almeno 30 anni di contributi, che salgono a 36 per alcune attività pesanti. L’importo è limitato a un massimo di 1.500 euro mensili, senza tredicesima. Il vantaggio principale è la possibilità di smettere di lavorare prima dei 67 anni per chi faticherebbe a proseguire; il limite è che non si tratta di una pensione piena, né di uno strumento pensato per anticipare l’uscita per semplice scelta personale.
Quota 41 resta invece una pensione anticipata vera e propria, ma con una platea molto ristretta. È destinata ai lavoratori “precoci”, cioè a chi ha versato almeno 12 mesi di contributi effettivi prima dei 19 anni, ha una carriera contributiva lunga e si trova in una delle condizioni tutelate (disoccupazione, caregiving, invalidità almeno al 74%, lavori usuranti). Non basta quindi essere “precoci”: è necessario rientrare anche nelle categorie protette. L’accesso avviene su domanda e con verifica preventiva dei requisiti da parte dell’INPS.
La vera novità riguarda il futuro prossimo. Finora il requisito era fissato a 41 anni di contributi, con maturazione entro il 31 dicembre 2026. Dal 2027 scatta però una stretta: serviranno 41 anni e 1 mese dal 1° gennaio 2027 e 41 anni e 3 mesi dal 1° gennaio 2028, con ulteriori adeguamenti legati alla speranza di vita negli anni successivi. Solo i lavoratori precoci impiegati in attività usuranti sono esclusi da questo incremento.
In sintesi, con l’uscita di scena di Quota 103 e il rafforzamento dei requisiti su Quota 41, il sistema delle uscite anticipate si orienta sempre più verso una logica di tutela selettiva: protezione per chi è in difficoltà o svolge lavori pesanti, meno spazio per chi puntava a un anticipo “di scelta”. Chi aveva programmato l’uscita con Quota 41 nel 2027-2028 deve ora fare i conti con possibili slittamenti e mesi aggiuntivi di lavoro o contribuzione.




