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FESTA DELL’UVA, IL VALORE DELLA VITICOLTURA CANAVESANA


La Festa dell’Uva di Caluso, giunta alla 93ª edizione, è una delle manifestazioni enologiche storiche del panorama italiano e un appuntamento importante per celebrare l’Erbaluce e il lavoro dei viticoltori.

Dietro ogni bottiglia ci sono competenza, investimenti e una presenza quotidiana che tutela il paesaggio e mantiene vivo il territorio.
La vendemmia 2026 sarà ricordata soprattutto per l’eccezionale precocità. Le alte temperature hanno accelerato le fasi vegetative, imponendo alle aziende tempi di raccolta molto diversi dal consueto. L’Erbaluce è stato vendemmiato in largo anticipo e la raccolta ha consegnato uve sane e di eccellente qualità, con buona gradazione, anche se in alcune zone le quantità risultano più contenute.
La vendemmia prosegue per gli altri vitigni a bacca nera e si concluderà con il Nebbiolo. Entro la fine di settembre tutta l’uva sarà raccolta: una circostanza che nel nostro territorio non si ricorda a memoria d’uomo e che dimostra quanto il cambiamento climatico stia modificando il lavoro in vigna.
A queste difficoltà si aggiungono gli attacchi della Popillia japonica, ormai una seria minaccia anche per la viticoltura canavesana. L’insetto danneggia le foglie, indebolisce le piante e costringe le imprese a nuovi interventi e maggiori costi. Servono ricerca, monitoraggio, strumenti di difesa efficaci e un sostegno adeguato alle aziende.
La qualità delle uve di questa vendemmia premia l’impegno dei nostri produttori. La Festa di Caluso è l’occasione per riconoscere questo lavoro e ribadire che proteggere la viticoltura significa difendere economia, paesaggio e identità del Canavese.
Gian Luigi Orsolani
Presidente di Confagricoltura Torino