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Legge di Bilancio 2026: le modifiche al regime fiscale di raccolta dei prodotti selvatici


La Legge di Bilancio 2026 interviene in modo mirato sul regime fiscale applicabile alla raccolta occasionale dei prodotti selvatici non legnosi, confermandone l’impostazione agevolata e introducendo alcuni chiarimenti operativi. Il legislatore ribadisce che chi raccoglie in modo saltuario prodotti come tartufi e piante officinali spontanee può continuare a beneficiare di un regime semplificato, a condizione che il volume d’affari annuo non superi i 7.000 euro. In questo caso, l’imposizione sui redditi è sostituita da un’imposta forfettaria fissa di 100 euro, da versare annualmente entro il 16 febbraio, senza ulteriori adempimenti fiscali complessi.

Sul fronte IVA la normativa resta invariata: i raccoglitori occasionali rimangono esonerati dal versamento dell’imposta e da tutti gli obblighi contabili e dichiarativi, purché rispettino il limite di fatturato. La loro attività è quindi assimilata, ai fini IVA, a quella di soggetti privati, con effetti semplificativi anche per gli acquirenti, che non devono registrare tali operazioni nei registri IVA né dichiararle.

La principale novità introdotta dalla recente normativa riguarda però la tracciabilità dei prodotti, in particolare dei tartufi. Nei documenti che accompagnano la cessione, oltre ai dati già previsti (identità del raccoglitore, quantità e natura del prodotto, corrispettivo e riferimento al versamento dell’imposta sostitutiva), diventa ora obbligatoria l’indicazione della Regione di raccolta. Questo rafforza il controllo sulla provenienza territoriale dei prodotti e risponde a esigenze di trasparenza e tutela del patrimonio naturale.

Resta invece escluso dal regime agevolato chi svolge un’attività organizzata e non occasionale, come nel caso delle tartufaie coltivate: in tali situazioni si applicano le regole ordinarie previste per le attività agricole, sia ai fini delle imposte dirette sia dell’IVA.

Nel complesso, la Legge di Bilancio 2026 conferma l’equilibrio tra semplificazione fiscale per i piccoli raccoglitori e maggiore controllo sulla filiera dei prodotti selvatici, senza stravolgere l’impianto normativo già esistente.