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Certificazione Unica 2026: scadenze differenziate in base al tipo di reddito


La Certificazione Unica 2026, relativa ai redditi percepiti nel 2025, introduce un sistema di scadenze differenziate in base alla tipologia di reddito certificato. Le modifiche normative entrate in vigore tra il 2024 e il 2025 prevedono infatti termini diversi per la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate e per la consegna della certificazione ai percipienti.
La prima scadenza è fissata al 16 marzo 2026 e riguarda i redditi di lavoro dipendente e assimilati, il lavoro autonomo occasionale, i redditi diversi e i redditi derivanti da locazioni brevi. Entro questa data i sostituti d’imposta devono sia trasmettere i dati all’Agenzia delle Entrate sia consegnare la certificazione ai percipienti.
Per alcune categorie di reddito è previsto invece un termine più ampio. La scadenza del 30 aprile 2026 riguarda i compensi di lavoro autonomo professionale e le provvigioni relative ad attività di agenzia, mediazione, commissione, rappresentanza e procacciamento d’affari.
Un’ulteriore scadenza è fissata al 2 novembre 2026, limitatamente all’invio telematico all’Agenzia delle Entrate. Rientrano in questo caso i redditi esenti – come borse di studio esenti, indennità per invalidità o alcuni risarcimenti non imponibili – e le somme che non confluiscono nella dichiarazione precompilata.
È confermato anche per il 2026 l’esonero dall’invio della Certificazione Unica per i compensi corrisposti a contribuenti in regime forfettario, grazie alla fatturazione elettronica che consente all’Agenzia delle Entrate di acquisire già i dati tramite il Sistema di Interscambio. L’esonero non si applica però alle categorie escluse dall’obbligo di fattura elettronica, come i medici convenzionati con il Servizio sanitario nazionale, per i quali l’obbligo di CU resta in vigore.