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Piano nazionale prevenzione sul lavoro: strategie europee e attività di vigilanza


Nei documenti relativi alla Strategia dell’Unione Europea (UE) 2014-2020 si evincono alcune sfide fondamentali che sono comuni a tutta l'UE e che richiedono specifiche iniziative. Tale strategia individua 3 sfide e 7 obiettivi fondamentali:

“migliorare l'attuazione delle disposizioni di legge da parte degli Stati membri, in particolare rafforzando la capacità delle microimprese e delle piccole imprese di mettere in atto misure di prevenzione dei rischi efficaci ed efficienti;
migliorare la prevenzione delle malattie legate al lavoro affrontando i rischi attuali, nuovi ed emergenti;
far fronte al cambiamento demografico”.


Obiettivi strategici e strategie da mettere in atto in materia di infortuni e malattie professionali sono descritti nel “Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025”, adottato il 6 agosto 2020, con Intesa in Conferenza Stato-Regioni. Si tratta di mettere in atto un piano d'azione comune, che coinvolga tutti gli Stati membri, le parti sociali e a vario titolo, altri soggetti interessati.

E' fondamentale, secondo la strategia condivisa, un ulteriore consolidamento delle strategie nazionali; un'agevolazione dell'adempimento degli obblighi di legge in materia di salute e sicurezza sul lavoro (SSL), in particolare da parte delle micro e delle piccole imprese; una migliore applicazione della legislazione in materia di SSL da parte degli Stati membri;
la semplificazione della legislazione esistente; mettere in atto delle iniziative per affrontare l'invecchiamento della forza lavoro e i nuovi rischi emergenti, la prevenzione delle malattie professionali e legate al lavoro. E' fondamentale, inoltre, un miglioramento della raccolta dei dati statistici e di sviluppo della base di informazioni condivise e fruibili da tutti gli attori della sicurezza; è innegabile poi che un migliore coordinamento degli sforzi dell'UE e internazionali in materia di salute e sicurezza sul lavoro, con l'assunzione di impegni con le organizzazioni internazionali potrebbe aumentare la consapevolezza dei lavoratori e la loro tutela.
La strategia europea si inserisce poi in un contesto normativo italiano “ben strutturato e articolato”.

Infatti il Decreto legislativo 81/2008 “definisce un assetto istituzionale chiaro, affinché il livello centrale si faccia carico di elaborare le politiche e le strategie nazionali per la salute e sicurezza sul luogo di lavoro e fornisca supporto e indirizzi per le attività di prevenzione svolte a livello regionale, locale e territoriale”.

Tuttavia il PNP 2020-2025 richiama la necessità “di agire su tutto il sistema complesso dei diversi attori coinvolti nelle politiche di prevenzione della salute e sicurezza sul luogo di lavoro e, in particolare, di:

- rafforzare il coordinamento tra Istituzioni e partenariato economico-sociale e tecnico-scientifico, anche attraverso il miglioramento del funzionamento del Sistema Istituzionale di coordinamento ex D.lgs. 81/08;
- realizzare un confronto costante all’interno del Comitato (ex art. 5 D.lgs. 81/08) nonché della Commissione Consultiva permanente (ex art. 6 D.lgs. 81/08), per l’indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
- garantire l’operatività dei Comitati Regionali di Coordinamento art. 7 previsti dal D.lgs. 81/08 ai fini della corretta attuazione delle politiche di prevenzione e del corretto feedback dal territorio”.

In passato, il PNP 2014-2019 ha investito sul coinvolgimento dell’istituzione scolastica per lo sviluppo delle competenze in materia di salute e sicurezza sul lavoro nei futuri lavoratori; con il PNP 2020-2025 si intende rafforzare la collaborazione con la scuola affinché “i giovani acquisiscano conoscenze e competenze specifiche in materia di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali. Tali competenze potranno essere utilizzate sia quando, da adulti, saranno inseriti nel mondo del lavoro, sia attuandone la promozione in tutte quelle situazioni pratiche e preventive di alternanza scuola lavoro in cui, a seguito di collaborazione tra scuola/azienda/istituzioni, l’ambiente di lavoro diventa ‘luogo di apprendimento attivo’”.

In ogni caso il lavoro portato avanti nei precedenti piani di prevenzione “conferma la necessità di sviluppare una alleanza più forte tra tutti gli attori coinvolti nella salute e sicurezza dei lavoratori, in particolare con i medici competenti, osservatori privilegiati della salute del lavoratore, e con le figure strategiche dei professionisti della sicurezza ai fini dell’adeguata valutazione e gestione dei rischi, anche nell’ottica della gestione degli appalti pubblici”.

Il Piano nazionale di prevenzione e le attività di vigilanza
In continuità con l'approccio e con le esperienze territoriali che ne sono derivate dal precedente piano, il PNP 2020-2025 “riconosce nel Piano Mirato di Prevenzione (PMP) lo strumento in grado di organizzare in modo sinergico le attività di assistenza e di vigilanza alle imprese, per garantire trasparenza, equità e uniformità dell’azione pubblica e una maggiore consapevolezza da parte dei datori di lavoro dei rischi e delle conseguenze dovute al mancato rispetto delle norme di sicurezza, anche e soprattutto attraverso il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati, dai lavoratori, ai loro rappresentanti, alle associazioni, altri enti, ecc. per una crescita globale della cultura della sicurezza”.

Ecco come il piano mirato di prevenzione si componga di una “successione di tre azioni:

- assistenza (condivisione degli strumenti e formazione per il DVR);
- vigilanza (autovalutazione e controllo dei fattori di rischio);
- valutazione di efficacia (verifica d’efficacia degli interventi attuati).

Per approfondimenti, si rimanda al testo del Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025 che nel capitolo dedicato agli “Infortuni e incidenti sul lavoro, malattie professionali” si sofferma anche sui Piani di prevenzione tematici (Piano nazionale edilizia, Piano nazionale agricoltura, Piano nazionale patologie da sovraccarico biomeccanico, Piano nazionale stress lavoro correlato, Piano nazionale cancerogeni occupazionali e tumori professionali).