Vinitaly 2026: Torino si presenta a Verona con le aziende di Confagricoltura
Dal 12 al 15 aprile le principali aziende vitivinicole socie di Confagricoltura Torino saranno protagoniste a Vinitaly 2026, il salone internazionale del vino e dei distillati in programma a Verona. Alla rassegna parteciperanno la Cantina Produttori Nebbiolo di Carema (Carema), l’azienda agricola Cieck (San Giorgio Canavese), la Cooperativa Produttori Erbaluce di Caluso (Caluso), La Masera società agricola (Piverone), Orsolani (San Giorgio Canavese) e Tappero Merlo (Loranzè), portando in fiera una rappresentanza significativa della viticoltura torinese, fatta di denominazioni storiche, vitigni identitari e produzioni di alta qualità.
La presenza a Vinitaly offre l’occasione per valorizzare un comparto che, pur avendo dimensioni più contenute rispetto ai grandi areali viticoli piemontesi, esprime una forte riconoscibilità territoriale. Secondo i dati ufficiali della Regione Piemonte, la superficie vitata regionale è di 44.961 ettari.
Nel Torinese le ultime tavole statistiche ufficiali regionali disponibili indicano una realtà viticola che mantiene peso e continuità: la superficie vitata è di 953 ettari nel 2025, per una produzione media annua di circa 30.000 ettolitri di vino, pari a una produzione potenziale di 4 milioni di bottiglie. Un dato che conferma la consistenza produttiva del territorio e la sua capacità di presidiare nicchie di pregio con una forte identità enologica.
La provincia di Torino può contare su un patrimonio di denominazioni che racconta la varietà dei suoi paesaggi vitati, dal Canavese alla Collina torinese, dal Pinerolese alla Valle di Susa. Sul fronte delle Docg spiccano Carema ed Erbaluce di Caluso; tra le Doc di riferimento figurano Canavese, Freisa di Chieri, Collina Torinese, Pinerolese e Valsusa, espressioni complementari di una viticoltura che unisce tradizione, vitigni autoctoni e capacità di adattamento.
Guardando all’ultima vendemmia, dal Torinese emerge un quadro articolato e complessivamente incoraggiante.
Nei territori di Carema, Erbaluce di Caluso e Canavese, nonostante le criticità legate agli attacchi di Popillia japonica e alle grandinate che nel Calusiese hanno ridotto sensibilmente i volumi produttivi, i vini ottenuti si distinguono per una maggiore finezza e per profumi più ampi ed eleganti. “Struttura e corpo risultano leggermente più contenuti, così come le gradazioni, che restano comunque nella norma, delineando un profilo organolettico equilibrato e di sicuro interesse”, spiega Bartolomeo Merlo, presidente della Cooperativa Produttori Erbaluce di Caluso.
In Valle di Susa, come riferisce Marco Martina, presidente del Consorzio Valsusa Doc, grazie a un clima più caldo e meno piovoso la produzione ha registrato un incremento del 40% rispetto al 2024. Dalle cantine arrivano indicazioni positive: i vini presentano una buona qualità complessiva e una gradazione stabile, confermando la vitalità dell’area.
Anche nel Pinerolese, come osserva Mauro Camusso, presidente del Consorzio di tutela della Doc Pinerolese, “l’ultima vendemmia segna un miglioramento rispetto all’annata precedente, con un aumento della gradazione che testimonia una buona maturazione delle uve”.
Sulla Collina Torinese, Matteo Rossotto, presidente del Consorzio del Freisa di Chieri e della Collina Torinese, rileva che per bianchi e rosati l’annata 2025 si profila eccellente, mentre il Freisa promette una qualità medio-alta, confermandosi un vitigno capace di adattarsi meglio di altri ai cambiamenti climatici. Anche in queste zone si è registrata la presenza della Popillia japonica, ma con danni finora contenuti e sotto controllo.
“Dobbiamo imparare a convivere con un meteo sempre più instabile, puntando su innovazione, strumenti digitali e ricerca per dare ai viticoltori risposte concrete: la qualità c’è, ora bisogna mettere il vigneto nelle condizioni di reggere le sfide dei prossimi anni”, conclude Gian Luigi Orsolani, presidente di Confagricoltura Torino.
La partecipazione delle aziende socie di Confagricoltura Torino a Vinitaly si inserisce in questo contesto: un territorio che presenta a Verona vini identitari, denominazioni storiche e una qualità riconosciuta, con l’obiettivo di rafforzare la presenza sui mercati, consolidare relazioni commerciali e far conoscere a buyer, operatori e stampa specializzata la ricchezza vitivinicola della provincia di Torino.




