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Agricoltura, confronto su criticità idriche e fenomeni estremi alla Festa dell’Unità


“Siccità e fenomeni estremi: quale futuro per l’agricoltura” è stato il tema del dibattito organizzato dal Partito Democratico di Torino lunedì 7 settembre al Parco Ruffini, nell’ambito della Festa dell’Unità 2026. L’incontro, moderato da Stefano Rossi del Forum per l’Agricoltura, ha riunito rappresentanti delle organizzazioni agricole, del mondo accademico, dell’associazionismo ambientale, delle politiche agrarie e della gestione delle risorse idriche.

Al confronto ha partecipato, tra gli altri, Gian Luigi Orsolani, presidente di Confagricoltura Torino, insieme a Carlo Grignani, docente del Di.S.A.F.A. dell’Università di Torino, Alice De Marco, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, Elena Di Bella, esperta di politiche agrarie, Nicola Brizzo, direttore della produzione idroelettrica di Iren e Lodovico Actis Perinetto, presidente del Consorzio dei Canali Canavesi.

Il dibattito ha posto al centro gli effetti della siccità e degli eventi meteorologici estremi sulla produzione agricola piemontese, con particolare attenzione alla disponibilità d’acqua, alla gestione delle infrastrutture irrigue, all’adattamento delle colture e alle politiche necessarie per sostenere la competitività delle imprese agricole.

«Siccità e fenomeni estremi – ha detto Orsolani - hanno ormai un impatto strutturale sull’agricoltura piemontese: riducono le rese, aumentano l’incertezza per le imprese e rendono più complessa la programmazione delle colture. Occorre passare dalla gestione dell’emergenza a una strategia stabile per l’adattamento climatico, fondata su invasi e reti irrigue efficienti, manutenzione del territorio, innovazione aziendale e strumenti assicurativi realmente accessibili. L’acqua deve essere gestita come una risorsa produttiva, ambientale e collettiva: garantirne la disponibilità alle aziende agricole significa tutelare cibo, reddito, occupazione e presidio dei territori rurali».