Banca dati catastale: variazioni colturali e termini per ricorsi
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 12 dicembre l’elenco dei Comuni per i quali è stato completato l’aggiornamento della banca dati catastale sulla base delle dichiarazioni presentate nel 2025 agli organismi pagatori.
Si ricorda che le variazioni della coltura praticata su una particella, rispetto a quanto censito nella banca dati del Catasto Terreni, devono essere obbligatoriamente dichiarate:
• tramite il software DOCTE 2.0, oppure
• mediante presentazione del modello di dichiarazione di variazione colturale all’Agenzia delle Entrate.
L’adempimento è necessario quando l’uso del suolo viene dichiarato a un organismo pagatore ai fini dell’erogazione di contributi agricoli.
L’elenco delle particelle interessate dalle variazioni colturali è consultabile:
• presso gli uffici provinciali dell’ex Territorio;
• presso il Comune interessato, entro 60 giorni dalla pubblicazione del comunicato in Gazzetta Ufficiale;
• tramite il servizio di consultazione online.
In caso di incongruenze tra la qualità colturale dichiarata all’organismo pagatore e quella risultante nella banca dati catastale, l’Agenzia delle Entrate può procedere all’aggiornamento d’ufficio.
Le aziende interessate hanno due possibilità di tutela:
1. presentare un’istanza di riesame in autotutela, utilizzando l’apposito modulo disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate (sezione “Variazioni colturali”);
2. proporre ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria competente entro 120 giorni dalla pubblicazione del comunicato in Gazzetta Ufficiale
L’ultimo comunicato è stato pubblicato il 12 dicembre: il termine per il ricorso scadrà quindi ad aprile 2026.
Si segnala che la presentazione dell’istanza in autotutela non sospende né interrompe il termine per il ricorso.
Gli uffici di Confagricoltura Torino sono a disposizione per verifiche, assistenza e supporto nella gestione delle variazioni colturali e delle eventuali contestazioni catastali.




