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Pensione anticipata 2026, ‘Opzione Donna’ cesserà di esistere, ma non è ancora tutto perduto: ecco le proposte alternative


La misura che consente alle lavoratrici italiane di accedere alla pensione anticipata sta vivendo uno dei momenti più critici della sua storia.

 Secondo la normativa vigente, ‘Opzione Donna’ cesserà di esistere dal 2026, e il testo originale della Legge di bilancio non prevedeva alcun intervento per salvarla. Attualmente, possono beneficiare di questa opportunità soltanto tre categorie specifiche di lavoratrici: le caregiver che assistono familiari con disabilità grave, le donne con invalidità civile riconosciuta e le dipendenti di aziende in situazione di crisi aziendale con tavoli ministeriali aperti. Per accedere al beneficio, è necessario aver maturato almeno 35 anni di contributi e avere compiuto 61 anni di età, requisito che può scendere fino a 59 anni in base al numero di figli avuti.

La decisione del Governo di non rinnovare spontaneamente la misura ha sollevato un coro di proteste. Il settore previdenziale si è rivelato, infatti, uno dei punti più deboli dell'intera Legge di bilancio, caratterizzato dalla mancata promessa di bloccare l'aumento dell'età pensionabile e dalla cancellazione definitiva di strumenti come Quota 103.

La partita sul futuro di ‘Opzione Donna’ resta comunque aperta, ma il tempo stringe: per garantire la continuità della misura anche nel 2026, sarà necessario trovare un accordo nelle prossime settimane, durante l'iter di approvazione della Legge di bilancio. Le migliaia di donne che avranno maturato i 35 anni di contributi entro dicembre 2025 attendono con ansia una risposta definitiva, che possa garantire loro la possibilità di accedere alla pensione anticipata senza dover attendere il raggiungimento dei requisiti ordinari, previsti dalla legge Fornero.