Contratti di rete in agricoltura
La Legge di Bilancio 2026 interviene in modo significativo sul contratto di rete in agricoltura, rafforzandone l’efficacia come strumento di sviluppo per le imprese agricole. La principale novità consiste nell’eliminazione del divieto di cessione dei prodotti tra aziende appartenenti alla stessa rete, superando uno dei limiti più rilevanti introdotti dall’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate. Il contratto di rete consente agli imprenditori agricoli di svolgere un’attività comune mediante la messa in condivisione di terreni, risorse e attrezzature, con una successiva ripartizione del prodotto considerata a titolo originario. Questo meccanismo permette ai singoli retisti di mantenere la qualifica di imprenditore agricolo professionale, di determinare il reddito su base catastale e di applicare il regime speciale IVA, oltre a favorire, nelle attività connesse, l’ampliamento del plafond di prevalenza. Ogni impresa conserva la propria autonomia giuridica e fiscale, mentre l’impresa capofila può operare come mandatario nella gestione amministrativa e contabile. Con il superamento del divieto di cessione interna dei prodotti, il legislatore amplia ora le possibilità di gestione condivisa dei beni agricoli, rafforzando l’autonomia operativa delle imprese in rete e rendendo l’istituto più flessibile e aderente alle esigenze del settore.




