Finanziaria 2026, approccio equilibrato per l’agricoltura
La Legge di Bilancio 2026 si inserisce in un contesto economico ancora segnato dall’aumento dei costi di produzione, dall’instabilità climatica e dalla necessità di rafforzare la competitività del sistema produttivonazionale. In questo quadro, il settore agricolo viene considerato strategico non solo per la sicurezza alimentare, ma anche per la tutela del territorio, l’occupazione e la sostenibilità ambientale. La manovra 2026 conferma quindi una linea di continuità nel sostegno al reddito degli agricoltori, affiancandola a misure orientate all’innovazione, alla semplificazione e alla transizione ecologica.
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la fiscalità agricola. Anche per il 2026 viene confermata l’esenzione dall’IRPEF dei redditi dominicali e agrari per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali. Questa misura, più volte prorogata negli anni precedenti, rappresenta un elemento centrale della politica di sostegno al settore, poiché consente di ridurre in modo significativo il carico fiscale sulle imprese agricole, in particolare quelle di piccole e medie dimensioni, spesso più esposte alle fluttuazioni dei mercati e agli eventi climatici avversi.
Accanto al sostegno fiscale, la manovra 2026 punta con decisione sugli investimenti e sull’innovazione tecnologica. Viene introdotto uno specifico credito d’imposta, “Agricoltura 4.0”, destinato alle imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura che investono in beni strumentali tecnologicamente avanzati. Il credito, pari al 40% del valore dell’investimento, mira a favorire la diffusione dell’agricoltura di precisione, della digitalizzazione dei processi produttivi e dell’uso di macchinari interconnessi. Tuttavia, le risorse stanziate risultano limitate, rendendo l’accesso all’incentivo potenzialmente selettivo e concentrato sulle imprese più strutturate o tempestive nella presentazione delle domande. A questo strumento si affianca la proroga della ‘Nuova Sabatini’, che continua a sostenere l’acquisto di macchinari e attrezzature anche in ambito agricolo e agroindustriale.
Grande attenzione viene riservata anche al tema del lavoro agricolo, tradizionalmente caratterizzato da forte stagionalità. Dal 2026 il lavoro occasionale agricolo diventa strutturale, offrendo alle aziende uno strumento più flessibile e semplificato per far fronte ai picchi di manodopera, come quelli legati alle campagne di raccolta. La misura contribuisce a contrastare il lavoro irregolare e a garantire maggiore tutela ai lavoratori, pur mantenendo una certa elasticità organizzativa per le imprese.
Sul fronte dei costi di produzione, la manovra conferma le agevolazioni sul gasolio agricolo, mantenendo le accise ridotte anche per il 2026. In un contesto di prezzi energetici ancora elevati, questa scelta risulta fondamentale per preservare la sostenibilità economica delle aziende, in particolare di quelle più energivore. Parallelamente, il rifinanziamento della Carta “Dedicata a Te”, destinata alle famiglie a basso reddito per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità, produce un effetto indiretto positivo sul comparto agroalimentare, sostenendo la domanda interna.
La Finanziaria 2026 dedica inoltre spazio alla ricerca e alla sostenibilità. Vengono prorogate le sperimentazioni sulle Tecnologie di Evoluzione Assistita (TEA), considerate uno strumento chiave per affrontare le sfide poste dal cambiamento climatico, migliorare la resistenza delle colture e ridurre l’uso di fitofarmaci. In ambito zootecnico, sono previsti fondi per favorire la conversione degli allevamenti verso modelli “cage-free”, in linea con le politiche europee sul benessere animale e con le crescenti richieste dei consumatori.
In conclusione, la Finanziaria 2026 per l’agricoltura si caratterizza per un approccio equilibrato: da un lato conferma misure di sostegno al reddito e di contenimento dei costi, dall’altro promuove innovazione, sostenibilità e modernizzazione del settore. Pur con alcune criticità legate alle risorse limitate per gli incentivi, la manovra riconosce all’agricoltura un ruolo centrale nello sviluppo economico, sociale e ambientale del Paese.




