Pioppicoltura, dalla bioeconomia nazionale la proposta di un piano per rilanciare la filiera
La pioppicoltura italiana torna al centro dell'attenzione con il documento approvato dal Gruppo di coordinamento nazionale per la bioeconomia, l'organismo che supporta la strategia nazionale per la bioeconomia e che riunisce amministrazioni pubbliche, enti di ricerca e rappresentanti delle filiere produttive interessate allo sviluppo sostenibile delle risorse biologiche.
Il documento evidenzia il ruolo strategico del pioppo per l'industria italiana del legno e segnala la necessità di rafforzare una filiera che negli ultimi anni ha registrato una significativa riduzione delle superfici coltivate. Oggi in Italia i pioppeti occupano circa 53 mila ettari e coinvolgono circa 10 mila aziende agricole, concentrate soprattutto nelle regioni della Pianura Padana, con Piemonte e Lombardia in posizione predominante.
La produzione nazionale non è però sufficiente a soddisfare la domanda dell'industria del legno. Negli ultimi anni le importazioni di tronchi di pioppo hanno superato mediamente i 500 mila metri cubi annui, con una spesa compresa tra 32 e 42 milioni di euro.
Il documento propone una serie di interventi per favorire nuovi investimenti, migliorare la trasparenza del mercato, rafforzare gli accordi di filiera e sostenere la gestione del rischio. Per molte aziende agricole delle aree irrigue del Piemonte la pioppicoltura può rappresentare una valida opportunità di diversificazione e di integrazione del reddito, oltre a contribuire all'assorbimento di carbonio e alla produzione di materia prima per numerosi comparti industriali.




