Salone del Vino di Torino, viaggio alla scoperta dei grandi vini piemontesi
Il Salone del Vino Torino 2026, per la sua quarta edizione, la seconda nell’affascinante ambientazione delle OGR Torino, ha trasformato l’ex complesso industriale torinese in una vera e propria cantina dalle mille sfaccettature, dal 28 febbraio al 2 marzo scorsi. Nonostante la vicinanza e l’apparente concorrenza con Grandi Langhe che si era svolta esattamente un mese prima, nella medesima location, la rassegna ha riportato un notevole successo sia di espositori che di pubblico, proponendosi come evento fresco, giovane, alla portata di tutti, professionisti, appassionati o semplici curiosi.
Tra le navate e i suggestivi spazi dell’edificio, armati di bicchiere d’ordinanza, 10 000 visitatori nei 2 giorni aperti al pubblico e 2 000 tra comunicatori e operatori del settore hanno potuto degustare migliaia di etichette provenienti da circa 500 cantine, assistere a più di 50 masterclass gratuite e a un ricco programma di incontri. La rassegna è nata come tributo speciale alla vitivinicoltura piemontese con una forte presenza del Torinese. Ben 40 erano infatti le aziende del territorio della Città Metropolitana, presenti con proprio stand oppure aggregate sotto il cappello dei Consorzi di Tutela e Valorizzazione di Caluso, Carema e Canavese, del Freisa di Chieri e della Collina Torinese, della Valsusa e del Pinerolese, ma anche dell’Enoteca Regionale dei Vini della Provincia di Torino che, come sempre, ha coordinato anche le attività divulgative, le degustazioni e il servizio.
Ben 4 sono state le masterclass dedicate alle cantine della Città Metropolitana, una per Consorzio, più tre trasversali con i vini dell’intero territorio provinciale. Queste ultime rientravano nel progetto Torino Doc, portato avanti da vent’anni, dalla Camera di commercio di Torino per divulgare la cultura enologica delle sette denominazioni torinesi (Erbaluce di Caluso Docg, Carema Doc, Canavese Doc, Freisa di Chieri Doc, Collina Torinese Doc, Pinerolese Doc, Valsusa Doc) e, ora, anche della Piemonte Doc, per alcune zone.
Gianluigi Orsolani, presidente di Confagricoltura Torino sottolinea: “Un salone che ha soddisfatto tutti, che è andato bene, sia nella parte più legata al pubblico per il consumo quotidiano, che in quella degli operatori. Torino si conferma capitale del vino piemontese e il Salone del Vino è una grande occasione di visibilità. Quest’anno come non eravamo presenti a livello di organizzazione: non escludo, però, che nel futuro non si debba prendere in considerazione una nostra partecipazione”.
Rilevante, però, la partecipazione delle cantine associate a Confagricoltura Torino: Bianco, Macellio (Caluso), Castello d'Azeglio (Azeglio),Cantina Cooperativa Erbaluce di Caluso (Caluso), Cantina dei Produttori di Nebbiolo di Carema (Carema), Cantina della Serra (Piverone), Cieck (San Giorgio Canavese), Giacometto Bruno (Caluso), Giovanetto Adriano Giulio (Settimo Vittone), La Masera (Piverone), Emanuele Miglioretti (Pino Torinese), Orsolani (San Giorgio Canavese), Santa Clelia ( Mazzè), Silva (Agliè) e Togliana (Carema).
Foto ufficiali Salone del Vino. Credits @Marzia Benigna




