Caro gasolio: Confagricoltura chiede l’estensione del credito d’imposta
Confagricoltura chiede l’estensione del credito d’imposta sul gasolio agricolo almeno fino ad aprile, in coerenza con le esigenze operative delle imprese e con le recenti misure adottate per altri comparti produttivi. La richiesta è stata presentata alle Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato, in occasione dell’audizione della confederazione sul documento di finanza pubblica 2026.
Il quadro energetico internazionale, segnato dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dalla conseguente riduzione dell’offerta di materie prime, continua a determinare un’elevata volatilità dei prezzi dei carburanti. Anche secondo le analisi della Commissione europea e dell’Agenzia internazionale dell’energia le recenti dinamiche sul petrolio hanno avuto un impatto diretto sui costi di produzione agricola, già in tensione per effetto dell’inflazione dei fattori produttivi.
“Nel nostro contesto territoriale – spiega Gian Luigi Orsolani, presidente di Confagricoltura Torino - l’estensione del credito d’imposta assume un rilievo operativo immediato. Il mese di aprile coincide infatti con l’avvio delle principali lavorazioni in pieno campo, dalle semine primaverili alle operazioni colturali nelle aziende cerealicole, orticole, viticole e frutticole: in queste fasi, il consumo di gasolio rappresenta una voce rilevante dei costi aziendali”.
Confagricoltura Torino evidenzia inoltre la necessità di ampliare la platea dei beneficiari, includendo comparti ad alta intensità energetica quali orto-florovivaismo, zootecnia e attività sotto serra. In questi ambiti il costo del gasolio incide mediamente tra il 15% e il 20% sui costi totali di produzione. L’estensione dell’agevolazione anche al riscaldamento di serre e allevamenti, oltre che alle attività delle imprese agromeccaniche, risponde perciò a un’esigenza concreta di tenuta economica.




