Peste suina africana, cresce l’allarme anche nel Torinese
L’avanzata della peste suina africana in provincia di Cuneo aumenta la preoccupazione anche tra gli allevatori del Torinese, dove il comparto guarda con attenzione all’evoluzione della situazione. Al confronto che si è svolto martedì 14 luglio a Ceva con il commissario straordinario Giovanni Filippini è emerso un quadro di crescente criticità, dopo l’estensione della zona di restrizione I a nuovi comuni del Cuneese, sempre più vicini al principale distretto suinicolo piemontese.
Confagricoltura, con il presidente regionale Enrico Allasia, ribadisce la necessità di accelerare il contenimento della popolazione di cinghiali, principale vettore della malattia, rafforzando al tempo stesso le misure di biosicurezza negli allevamenti e garantendo adeguati ristori alle aziende interessate dalle restrizioni.
Il timore è che un’ulteriore diffusione del virus possa produrre pesanti ripercussioni economiche sull’intera filiera regionale, con limitazioni alla movimentazione degli animali e perdita di valore delle produzioni. Per questo Confagricoltura Torino chiede interventi rapidi e coordinati, per salvaguardare un comparto strategico dell’agricoltura piemontese prima che l’emergenza coinvolga aree ancora indenni.
L’avanzata della peste suina africana in provincia di Cuneo aumenta la preoccupazione anche tra gli allevatori del Torinese, dove il comparto guarda con attenzione all’evoluzione della situazione. Al confronto che si è svolto martedì 14 luglio a Ceva con il commissario straordinario Giovanni Filippini è emerso un quadro di crescente criticità, dopo l’estensione della zona di restrizione I a nuovi comuni del Cuneese, sempre più vicini al principale distretto suinicolo piemontese.
Confagricoltura, con il presidente regionale Enrico Allasia, ribadisce la necessità di accelerare il contenimento della popolazione di cinghiali, principale vettore della malattia, rafforzando al tempo stesso le misure di biosicurezza negli allevamenti e garantendo adeguati ristori alle aziende interessate dalle restrizioni.
Il timore è che un’ulteriore diffusione del virus possa produrre pesanti ripercussioni economiche sull’intera filiera regionale, con limitazioni alla movimentazione degli animali e perdita di valore delle produzioni. Per questo Confagricoltura Torino chiede interventi rapidi e coordinati, per salvaguardare un comparto strategico dell’agricoltura piemontese prima che l’emergenza coinvolga aree ancora indenni.




