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Spighe Verdi, Confagricoltura Torino: “Un’opportunità per far crescere turismo, agricoltura e borghi rurali”


Torino, 22 luglio 2026 - Le Spighe Verdi non sono soltanto un riconoscimento ambientale, ma uno strumento di sviluppo per i territori rurali. È questo il messaggio emerso dall’incontro promosso ieri da Confagricoltura Torino al Circolo Canottieri Armida, che ha riunito sindaci, istituzioni, operatori turistici e rappresentanti del mondo agricolo per riflettere sul ruolo che il programma può svolgere nella valorizzazione economica delle aree rurali.

Nato dalla collaborazione tra FEE – Foundation for Environmental Education e Confagricoltura, il programma accompagna i Comuni in un percorso di miglioramento continuo basato su sostenibilità ambientale, qualità dell’agricoltura, tutela del paesaggio e qualità della vita. Per il 2026 sono 97 i Comuni italiani premiati, di cui 22 in Piemonte, la regione con il maggior numero di riconoscimenti, e sei nella Città Metropolitana di Torino: Barone Canavese, Candia Canavese, Caluso, Carignano, Poirino e Pralormo.

“Le Spighe Verdi - ha affermato il presidente di Confagricoltura Torino Gian Luigi Orsolani -non rappresentano un punto di arrivo, ma uno strumento di crescita. Il turismo rurale è in forte evoluzione e sempre più persone cercano paesaggi agricoli, prodotti tipici, agriturismi, percorsi naturalistici e piccoli borghi. Investire nella qualità ambientale significa creare opportunità per le imprese agricole, sostenere la vendita diretta, sviluppare nuove attività economiche e rendere i nostri territori più attrattivi anche per chi sceglie di viverci”.

Il confronto tra i sindaci dei Comuni premiati e gli interventi di operatori turistici, rappresentanti del commercio e del settore immobiliare hanno evidenziato come il marchio Spighe Verdi possa contribuire ad accrescere l’attrattività dei territori, favorendo il turismo esperienziale, la valorizzazione delle produzioni locali e, più in generale, la crescita del valore economico e immobiliare dei borghi rurali.

“Il Piemonte è la regione italiana con il maggior numero di Comuni Spighe Verdi – ha sottolineato il presidente di Confagricoltura Piemonte Enrico Allasia – e questo dimostra che agricoltura di qualità, tutela del paesaggio e sostenibilità possono diventare un vero motore di sviluppo. Fare sistema tra imprese agricole, amministrazioni locali e operatori economici significa creare nuove opportunità per il turismo, per le produzioni tipiche e per il futuro delle nostre comunità”.

Aprendo i lavori l’assessore regionale al Bilancio e alle Attività produttive Andrea Tronzano ha evidenziato come il primato piemontese rappresenti il frutto della collaborazione tra istituzioni, amministrazioni locali e imprese agricole, richiamando il ruolo strategico dell’agricoltura per lo sviluppo del territorio.  L’assessore al Commercio della Città di Torino Paolo Chiavarino ha invece sottolineato l’importanza di rafforzare il legame tra il capoluogo e il suo territorio rurale. All’iniziativa hanno partecipato anche il vicedirettore vicario di ANCI Piemonte Mauro Barisone, il direttore regionale Paolo Balocco, il presidente di ANBI Piemonte Vittorio Viora e i consiglieri regionali Alberto Avetta, Monica Canalis e Gianna Pentenero.

L’incontro si è concluso con una degustazione di vini ed eccellenze agroalimentari delle aziende associate a Confagricoltura Torino e dei Comuni insigniti della Spiga Verde 2026, confermando il forte legame tra agricoltura, qualità del territorio e sviluppo locale.

Spighe Verdi: il dibattito. Idee e proposte per fare della sostenibilità un motore di sviluppo dei territori rurali

Le Spighe Verdi possono diventare molto più di un riconoscimento ambientale. Dal confronto promosso da Confagricoltura Torino è emersa una visione condivisa: utilizzare il programma come leva per accrescere l’attrattività dei territori, sostenere l’agricoltura, favorire il turismo e creare nuove opportunità economiche per i piccoli Comuni.

 

Luisa Marchelli: «Il turismo cerca esperienze, non destinazioni»

Ad aprire uno dei temi centrali della serata è stata Luisa Marchelli, presidente Ascom Confcommercio di Ivrea, titolare e direttore tecnico dell’agenzia di viaggi A Partir da Qui, che ha evidenziato come il turismo stia vivendo una trasformazione profonda.

Dopo la pandemia, ha osservato, cresce la domanda di un turismo lento, fatto di natura, paesaggi agricoli, enogastronomia, sport all’aria aperta e contatto diretto con le comunità locali. Sempre più visitatori non cercano semplicemente una località da vedere, ma un’esperienza da vivere: partecipare alla vendemmia, conoscere un produttore, imparare una ricetta tradizionale, percorrere un itinerario in bicicletta o a cavallo, scoprire i piccoli borghi.

Secondo Marchelli anche la promozione deve cambiare: i territori non possono più presentarsi come singoli Comuni in concorrenza tra loro, ma devono raccontare l’esperienza complessiva che sono in grado di offrire.

 

Beatrice Pinelli: «La qualità del territorio crea anche valore immobiliare»

Uno spunto innovativo è arrivato da Beatrice Pinelli, presidente di FIMAA Torino, che ha collegato la qualità ambientale al mercato immobiliare.

Territori più curati, servizi migliori e una forte identità paesaggistica rendono infatti più attrattivi i piccoli Comuni anche dal punto di vista residenziale. Cresce l’interesse per cascine, abitazioni rurali e seconde case, mentre aumentano le opportunità per B&B, affittacamere e nuove forme di ospitalità diffusa.

L’idea emersa durante il dibattito è quella di valorizzare anche commercialmente il marchio Spighe Verde, rendendolo riconoscibile nelle offerte immobiliari e nelle iniziative di promozione territoriale.

 

Augusto Grandi: «Non bastano i turisti, servono nuovi residenti»

Per Augusto Grandi, giornalista direttore di ElectoMag - electomagazine.it la vera sfida va oltre il turismo.

Se l’obiettivo è riportare vita nei piccoli Comuni, ha osservato, occorre creare le condizioni perché le persone scelgano di viverci stabilmente. Servono servizi, infrastrutture, collegamenti efficienti, commercio di prossimità e una comunicazione capace di raccontare questi territori come luoghi nei quali è possibile costruire un progetto di vita, non soltanto trascorrere un fine settimana.

In questa prospettiva le Spighe Verdi possono rappresentare un primo elemento di credibilità e qualità, ma devono essere accompagnate da investimenti e da una strategia condivisa di marketing territoriale.

 

Gabriele Busso: «Senza agricoltura non esiste paesaggio»

Il vicedirettore di Confagricoltura Torino Gabriele Busso ha riportato il confronto sulle radici del progetto.

Ha ricordato come l’agricoltura non produca soltanto alimenti, ma custodisca il territorio, mantenga la rete irrigua, conservi la biodiversità, preservi il paesaggio e garantisca l’equilibrio ambientale.

Le aziende agricole, ha sottolineato, sono chiamate a produrre qualità, ma anche servizi ambientali e territoriali. È proprio questo equilibrio tra produzione, sostenibilità e tutela delle risorse naturali a rendere credibile il percorso delle Spighe Verdi.

I sindaci: «Una candidatura impegnativa che fa crescere i Comuni»

Le testimonianze dei sindaci di Barone Canavese, Candia Canavese, Caluso, Carignano, Poirino e Pralormo hanno evidenziato come il riconoscimento non sia il risultato della compilazione di un semplice questionario, ma il punto di arrivo di un importante lavoro amministrativo.

La raccolta dei dati ambientali, la collaborazione tra uffici comunali, il confronto con enti e tecnici e il coinvolgimento delle associazioni hanno permesso di acquisire una conoscenza più approfondita del territorio e di individuare nuovi obiettivi di miglioramento.

Per tutti gli amministratori intervenuti, il vero valore della Spiga Verde consiste proprio nell’avviare un percorso permanente di crescita e di collaborazione tra istituzioni, imprese agricole e cittadini.

 

Paolo Balocco: «La certificazione è solo l’inizio»

Il direttore della Direzione Agricoltura e Cibo della Regione Piemonte Paolo Balocco ha definito la Spiga Verde «un punto di partenza e non un punto di arrivo».

Come avviene per le certificazioni di qualità dei prodotti agroalimentari, anche questo riconoscimento deve trasformarsi in uno strumento di valorizzazione economica del territorio. Per riuscirci è necessario lavorare ogni giorno, facendo dialogare agricoltura, turismo, commercio, cultura e amministrazioni pubbliche, in una logica di sistema.

La Regione, ha aggiunto, può sostenere questo percorso sia promuovendo il Piemonte sui mercati nazionali e internazionali sia riconoscendo, nell’ambito dei bandi, il valore aggiunto dei territori che investono concretamente nella sostenibilità.

 

Enrico Allasia: «Il futuro passa dal legame tra cibo, territorio e sostenibilità»

Nelle conclusioni il presidente di Confagricoltura Piemonte Enrico Allasia ha allargato lo sguardo alle prospettive dell’agricoltura.

Le aziende agricole, ha osservato, stanno cambiando rapidamente: accanto alla produzione assumono sempre maggiore importanza agriturismo, trasformazione aziendale, energie rinnovabili e servizi al territorio. In questo scenario il legame tra qualità del cibo, sostenibilità e identità territoriale rappresenta uno dei principali fattori di competitività.

Per questo Confagricoltura intende continuare a investire sul progetto Spighe Verdi, favorendo la crescita della rete dei Comuni aderenti e rafforzando il dialogo tra imprese agricole, amministrazioni locali e istituzioni.

 

Un progetto che guarda al futuro

Dal dibattito è emersa una convinzione condivisa: le Spighe Verdi non devono essere considerate soltanto un marchio di qualità ambientale, ma uno strumento capace di generare sviluppo.

Turismo, agricoltura, commercio, cultura, mercato immobiliare, servizi e qualità della vita non sono realtà separate. Se messi in rete possono rafforzarsi reciprocamente, rendendo i piccoli Comuni sempre più attrattivi, competitivi e vivibili.

È questa la sfida che Confagricoltura Torino intende portare avanti: trasformare la sostenibilità in un’opportunità concreta di crescita economica e sociale per i territori rurali.